Pubblichiamo il contributo di Paolo Calicchio – Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fiumicino | Ater Provincia di Roma
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Pubblichiamo il contributo di Paolo Calicchio – Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fiumicino

Pubblichiamo il contributo di Paolo Calicchio – Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fiumicino

Il tema del lavoro rappresenta oggi la vera emergenza del nostro Paese.

In questi due anni da assessore alle Politiche Sociali ho avuto modo di toccare con mano la crisi che ci attraversa, le difficoltà economiche e sociali legate alla disabilità, all’integrazione, all’infanzia; ma soprattutto dovute alla mancanza di lavoro.

In particolare nel nostro territorio, e in ambito aeroportuale, profondi sono i segni lasciati dalla disoccupazione e cresce in modo esponenziale il numero di cittadini che si rivolgono al Comune in cerca di aiuto e sostegno, nonché l’investimento dedicato a questi cittadini e famiglie in difficoltà.

Non a caso, il lavoro è al centro non solo del dibattito politico, ma anche delle parole e delle preghiere di Papa Francesco, che per il prossimo dicembre ha indetto il Giubileo intitolato alla “Misericordia”.

Un appuntamento importante perché dedicato alle fasce più deboli della popolazione, e che dovremmo essere capaci di mettere a frutto proprio guardando ad esse, in un’ottica di solidarietà e di soluzioni concrete alle emergenze che ci troviamo a fronteggiare ogni giorno.

Mi riferisco in primo luogo a quella abitativa.

Invece di investire solamente in grandi opere infrastrutturali e di viabilità, per il Giubileo 2015 mi piacerebbe che parte dei fondi fossero destinati ad un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica. Perché sono in molti che, insieme al lavoro e al reddito, perdono anche la casa, trovandosi nel giro di pochi mesi senza un tetto sulla testa.

A Fiumicino, per esempio, abbiamo un totale di 657 alloggi popolari e una lista di attesa di oltre 500 nuclei familiari. Tra l’altro la disoccupazione causa anche un grave ritardo, in moltissimi casi l’insolvenza, nei pagamenti degli affitti, per una morosità complessiva di oltre 2,4 milioni di euro.

Situazione che ha come diretta conseguenza la mancanza di risorse da parte dell’ATER per la ristrutturazione degli stabili: infatti il nucleo di case “Porto di Claudio”, risalente agli anni ’30, necessita di importanti interventi di manutenzione e quello sul lungomare, che ospita una trentina di famiglie, cade a letteralmente a pezzi, tanto che sarebbe meno costoso delocalizzarlo piuttosto che metterci le mani e magari realizzare al suo posto una grande piazza con servizi e punti di aggregazione per la città.

Ovviamente la delocalizzazione dovrebbe essere concertata a tutti i livelli per evitare problemi infrastrutturali nelle zone ad alto tasso antropico e inserita magari in un progetto di rilancio dell’edilizia pubblica residenziale.

Se la mancanza di occupazione e l’emergenza abitativa sono due facce di una stesa medaglia, vero è che l’appuntamento del Giubileo, visto in quest’ottica, potrebbe essere un’occasione per destinare importanti risorse al sociale e migliorare la vita delle persone meno fortunate e più bisognose.